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17 Simposio degli investitori

Da New York a Monaco. Come nasce oggi il nostro futuro.

24 maggio 2017 presso l'Auditorium EURAC di Bolzano.

Relatori: Markus Koch und Axel Juhre

Articolo

Markus Koch, esperto di Borsa: “Il sogno americano si è trasformato in incubo”. Il 17° Simposio degli investitori di Raiffeisen InvestmentClub, tenutosi mercoledì presso l’Auditorium Eurac di Bolzano, si è concentrato sulla vita negli Stati Uniti dopo l’elezione di Donald J. Trump e sulla digitalizzazione dell’industria automobilistica. 

Il presidente dell’InvestmentClub, Gernot Häufler, ha avuto il piacere di dare il benvenuto, oltre che ai 320 soci, a due relatori di prestigio: Markus Koch, noto esperto di Borsa e giornalista televisivo, e Axel Juhre, direttore finanziario di BMW Italia. Koch si trasferì negli USA all’età di 21 anni, aprendo in loco una propria agenzia di corrispondenza sulla Borsa e sulla relativa psicologia, e deve la sua notorietà ai reportage dal parterre newyorchese per l’emittente televisiva n-tv.

Un bilancio disincantato
Nel suo intervento, “Trump e il sogno americano”, Koch ha fatto un bilancio disincantato dello sviluppo sociale negli Stati Uniti. “Il sogno americano si è trasformato in incubo”, ha affermato, aggiungendo che per molti è diventato una lotta alla sopravvivenza. I crescenti costi per la sanità, l’affitto e l’istruzione, nonché la situazione stagnante degli stipendi hanno creato una profonda spaccatura all’interno della società: sempre più genitori non possono permettersi un’assicurazione sanitaria per i propri figli e gli studenti contraggono mediamente debiti per 40.000 dollari (!). I “millennial”, la generazione Y, guadagna in media il 20 percento in meno rispetto ai propri genitori a fine anni Ottanta; il divario tra povertà e ricchezza è divenuto enorme, ed è causa di tensioni sociali. A questo quadro si aggiunge un crescente disinteresse per l’ordinamento democratico, che va di pari passo con il rapido crollo del ceto medio.

Mari e monti 
“Con l’elezione di Donald Trump”, ha proseguito Koch, “il popolo americano ha lanciato su Washington una vera e propria bomba”. Trump ha promesso ai cittadini mari e monti, ma si dovrà attendere per vedere se porterà anche risultati: quello sarà l’unico criterio per decidere se sarà stato un buon presidente o meno. Per il momento, il re dell’autocelebrazione ha generato solo molto caos, ma l’eventuale sollevamento dalla carica rimane un sogno, più che una realtà.

Maggiori opportunità per l’Europa
Gettando uno sguardo al mercato azionario, Koch sostiene che Wall Street sia decisamente sopravvalutata, dando un’immagine di sé migliore di quanto in realtà sia. “Il mercato azionario statunitense costituisce oggi oltre il 50 percento della capitalizzazione di mercato mondiale, ma l’economia americana rappresenta solo il 24 percento a livello internazionale”, ha dichiarato Koch, sottolineando questa significativa  discrepanza. Le opportunità per gli investitori si sono spostate sempre più dagli Stati Uniti verso l’Europa e altri mercati emergenti. “L’Europa ha un grande potenziale di ripresa, ma le elezioni italiane del prossimo anno saranno un importante banco di prova”, ha continuato.

Tra cinque anni, BMW con autopilota 
Axel Juhre, direttore finanziario e membro del CdA di BMW Italia dal 2016, ha tenuto un intervento sul tema “BMW Group e la mobilità del futuro”, evidenziando il cambiamento radicale subito dall’industria automobilistica attraverso la digitalizzazione e le auto elettriche, spiegando come BMW sta affrontando queste sfide. 

“Ci concentriamo su quattro settori: elettrificazione, guida autonoma, mobilità in rete e servizi digitali”, ha affermato. BMW porta avanti una stretta collaborazione con molte start-up e partner (ad esempio, con Intel per la tecnica dei chip), per essere all’avanguardia nell’ambito dell’innovazione. “Secondo le nostre previsioni, nel 2021/22 usciranno le prime BMW con l’autopilota”, ha proseguito, “che dovranno rispettare numerosi requisiti.”

100.000 auto elettriche
Quest’anno, BMW si è posta come obiettivo la vendita di circa 100.000 unità nel segmento delle auto elettriche, per incrementare poi nei prossimi anni la quota sul totale del fatturato dal 15 al 25 percento. Affinché si affermino le auto elettriche, però, sono necessarie misure politiche di sostegno, quali agevolazioni fiscali, stazioni di ricarica gratuite e molti altri incentivi. 

Il BMW Group (un gruppo internazionale con 14 sedi in 31 Paesi) ha venduto lo scorso anno 2,4 milioni di auto in tutto il mondo, registrando un fatturato pari a 86 miliardi di euro, con un margine di redditività annuale del 10 percento. Nel settore dell’automotive tradizionale, BMW conta oggi 30 milioni di clienti e, grazie alle possibilità offerte dalla digitalizzazione, punta ai 100 milioni entro il 2015.

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